|
La scala Mobile
(02-11-09)
Grazie a Baldo per le foto
Era da tempo che
intendevo trattare questo argomento. Ogni volta che passavo in
piazza o dal posteggio mi soffermavo a contemplare il
cantiere e l'imponente gru che lo sormonta, e dopo il mio sospirato
"mah!!!" mi dicevo sempre: "devo scrivere un articolo che parli di
questa famigerata scala mobile".
Ma, vuoi per l'età (e
di conseguenza la memoria bislacca), vuoi per la mia innata (e
innumerevolmente declamata) pigrizia, ho sempre rimandato a data da
precisare questo gravoso compito.
Ci è voluta una
chiacchierata con un amico (durante la quale è stato preso
l'argomento) e la successiva ricevuta delle foto qui sopra per
spronarmi, finalmente, a mettere mano alla tastiera e scrivere
codeste righe che proseguo a comporre.
E dopo questo
superfluo e prolisso preambolo passiamo all'argomento in questione.
Ma sta scala mobile
era davvero necessaria? No. E ho detto tutto.
Un progetto che per
anni ha conosciuto (giustamente) solo l'oblio ha cominciato a
prendere forma fino a divenire realtà. Tra i commenti arguti e le
invettive della gente, il cantiere ha preso il via. Scavi e cumuli
di macerie nel parcheggio dei Riformati ci ricordavano che le grandi
opere prima o poi vengono fatte. La
montagnola
di terra di cui avevo già accennato l'anno scorso, adesso è
scomparsa e l'imponente opera dell'uomo si erge verso il cielo.
A mio avviso una scala
normale (immobile), magari riccamente decorata (in stile Santo
Padre) ci poteva stare, ma una scala mobile!!! Costi di
realizzazione, di manutenzione (perchè ci vorranno, altrimenti da
qui ad un mese si ferma). Quanti saranno gli utenti? E per i
disabili? Le potranno usare? Non era meglio, a questo punto, un
ascensore?
Per il momento mi
fermo qui. Questo articolo potrà subire modifiche (o censure), in
attesa di nuovi spunti di discussione o notizie più precise, si
conclude il primo capitolo sulla storia del Ponte di Messina de
noi artri. |