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12/08/08
- Sagra della Busiata
Ore
22.00 siamo in Piazza Libertā al gazebo informativo per prendere 2
biglietti (6) e il volantino con la mappa dell'itinerario
gastronomico. Non c'č molta gente ma inoltrandoci per la Strada
Mastra ci imbattiamo in un primo gruppetto fermo al primo stand
che attende il suo piatto degustando un bicchiere di rosso. Ci
fermiamo anche noi. Reduci della sagra della Salsiccia, svoltasi la
sera prima a Santa Ninfa, osserviamo e assaggiamo tutto con
atteggiamento critico e competente. Proseguiamo il tour passando per
Piazza Simone Corleo, Sant'Agostino, Piazza dittatura, Casa Agueci,
risalendo la gradinata di fianco la Chiesa di San Giuseppe. La gente
č sempre pių numerosa ed il nostro spirito critico si va mitigando
proporzionalmente ai bicchieri di vino che ci sorbiamo. Siamo al
Collegio. Ennesima pausa, piatto di busiate fumanti e
bicchierozzo di vino.


La serata č molto piacevole e trovare aperti a
quest'ora case, negozi e monumenti risulta insolitamente
interessante. Difficilmente tutta questa gente avrebbe affollato il
centro storico e tra una musica folkloristica uno gnam gnam
e un glų glų si potevano udire frasi del tipo "da
quanto tempo che non venivo qui!!!", "andiamo a vedere il
museo?!?! Sono anni che non ci vado", "quante belle
ragazze!!!".


Barcollando lievemente saliamo sino in Piazza
Alicia, dove il gruppo folkloristico "Sicilia Bedda" e altri,
provenienti da Russia, Grecia e Lituania allietano la serata e la
piazza stracolma di gente. Assistiamo a qualche danza popolare che
questi ragazzi dell'est ci propongono. Molto bravi. Anche il
pubblico gradisce e gli applausi non mancano (stranamente
aggiungerei, visto che i Salemitani sono sempre stati un po' tirchi
con il battimani, forse abbiamo le mani delicate).


Verso la fine dello spettacolo la nostra
attenzione č stata catturata da un ridotto numero di
visitatori che si diletta a scattare foto dalla finestre del
Castello o dal ballatoio tra le due torri. Subito ci siamo
avvicinati al cancello credendo fosse possibile accedervi.
La folla premeva davanti alle porte chiuse e
giungevano diverse voci: "si entra a gruppi di 30", "bisogna
attendere che esca prima il gruppo che č dentro", "il custode ha
detto... Tizio ha aperto ... Caio ha fatto ...". Passano
parecchi minuti ma d'entrare non se ne parla. Dall'ingresso del
Castello comincia a defluire il gruppo che era dentro, il cancello
si apre, loro escono e poi si richiude, siamo ancora fuori. Qualcuno
protesta (senza alzare i toni) e l'assessore Tortorici (facente
parte del gruppo dei visitatori, che risulta composto dai pezzi
grossi con moglie e figli a seguito) non contento dell'arrampicata
sulle torri, si č cimentato anche con gli specchi. "Per adesso il
Castello č chiuso, verrā aperto dopo gli opportuni collaudi", la
replica: "e come mai per alcuni č stato possibile entrare?",
risposta: "Il cancello era aperto e sono entrati" la scusa non regge
e subito rettifica "Abbiamo sbagliato ... il Castello sarā aperto
presto per tutti". Sicuramente, ma non stasera. Il dibattito si
chiude qui.
Torniamo in giro per la piazza. La gente
comincia a defluire e da li a poco facciamo lo stesso.
Serata sicuramente riuscita e molto piacevole.
Grande affluenza di visitatori (anche turisti). Era da molto che non
si vedeva tanta gente per le vie del centro storico. Adesso manca
solo l'apertura del Castello che aldilā dell'incresciosa situazione
della scorsa sera rimane un punto a favore di questa amministrazione
e fa riflettere su l'inattivitā di quelle precedenti (e nostrane) in
tal proposito.
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