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Speciale - U Curtigghio


La gente mormora

Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

In un piccolo paesino del sud, uno come tanti, uno come il mio, è notoriamente risaputo che la tranquillità quasi sonnolenta che grava su di esso renda le giornate lunghe e monotone e che i suoi bravi abitanti imprigionati in questa inoperosa routine si concedano di tanto in tanto piccole vacanze dalla realtà rifugiandosi in attraenti e lussureggianti villaggi vacanze della fantasia. Basta poco, anche un piccolo spunto, per staccare un biglietto e partire. Ma quando lo spunto di uno genera una reazione a catena il viaggio in comitiva è inevitabile e per chi resta è difficile comprendere dove finisce la realtà e cominci l’assurdo. Abbandonando questa sublime metafora mi dedico adesso a disquisire della curiosa consuetudine tipica, ma non esclusiva, della gente di questi paesi sopracitati. Il curtigghiu, termine che deriva dalla parola cortile nel quale la gente si riuniva dopo una giornata di lavoro per chiacchierare ed aggiornarsi sui fatti salienti, è molto diffuso e praticato. Con l’andare del tempo il curtigghiu ha assunto un accezione negativa in quanto il chiacchiericcio che tratta di adulteri, liti familiari per motivi spesso economici e di eredità, problemi legali, e chi più ne ha più ne metta, rischia sovente di mettere in cattiva luce un individuo della comunità e relegarlo inesorabilmente ai margini della vita sociale. Voce di popolo voce di Dio, diceva qualcuno. Non importa se tale informazione sia fondata o anche lontanamente veritiera. La diffusione della notizia assume proporzioni pandemiche. Uno vede o sente o crede di aver visto o sentito qualcosa su di un altro, la racconta al suo vicino o al coniuge, il quale lo dirà al vicino e al suo coniuge. In poche ore cento persone ricevono l’ansa, spesso stravolta e nelle più variegate versioni, e nel giro di qualche giorno il racconto migliore diventa di dominio pubblico. Mi rendo conto che queste dissertazioni sono solo vane parole al vento e non esprimono pienamente l’arcano e incommensurabile potere che questa arte curiosamente fatta anch’essa soltanto di parole possa avere sulla vita di noi tutti. Un esempio forse risulterà più esplicativo.

Una signora sulla settantina una mattina come tante esce di casa per andare a fare la spesa. Di ritorno si accorge di aver dimenticato (o perso, fate voi) le chiavi pertanto si vede impossibilitata ad accedere nella di lei casa e vivendo sola sa che suonare al campanello non risolverà il suo disagio. Che fare? È presto detto. Visto che la giornata volge al mezzogiorno decide di recarsi presso la casa di una sua amica dalla quale provvederà a chiamare un mastro falegname per riuscire ad aprire la sua porta ed eventualmente sostituire la serratura. In tale occasione l’amica propone alla nostra protagonista di fermarsi a pranzo e così accade. Verso le tre del pomeriggio il paese è deserto. Una donna ha appena finito di lavare i piatti e sorseggia un po’ di caffè tiepido fatto poco tempo prima e attende che in tv cominci la trasmissione di Alda D’eusanio. Dalla strada, sulla quale si affaccia il balcone della sua cucina, si cominciano a udire suoni di trapani e scalpelli. La donna si affaccia. Un uomo giunto con il suo pulmino sta trafficando con la porta della sua vicina. Ad una prima impressione crede sia un ladro ma si rende subito conto del suo errore riconoscendo il falegname. Sta tentando di aprire la porta. Ma perché la vicina non si vede? Conoscono tutti le sue abitudini e a quell’ora è sempre in casa. Dalla casa adiacente si affaccia un’altra signora ad osservare la scena e sicuramente avrà fatto lo stesso ragionamento. Anche il caso, spesso beffardo, vuol recitare la sua parte in questa curiosa situazione ed infatti poco lontano dalla scena una pattuglia dei Carabinieri è parcheggiata e due agenti seduti in auto stanno conversando. Una terza donna si affaccia dal suo balcone ed esordisce. -Ma che succede? -Stanno cercando di aprire la porta della Maria (nome fittizio).- Ma Maria non è in casa? -Non si è vista? -Guardate, li ci sono i Carabinieri? -Ma non è che è successo qualcosa? Le tre donne continuano finché la più intraprendente rientra in casa e prova a chiamare la vicina Maria al telefono. Dalla strada si sente il telefono che squilla. Squilla, squilla. Nessuna risposta. La donna ritorna sul balcone. -Non risponde. Nessuna ha l’accortezza di chiedere al falegname spiegazioni. Si comincia a pensare il peggio. -Oddio è successo qualcosa!!! -Maria non risponde e stanno sfondando la sua porta. Ci sono pure i Carabinieri. -Forse si è sentita male e non può rispondere. Nessuno vorrebbe dirlo ma già tutte lo pensano. -Non è che … Dio non voglia … che Maria … oh Signore … sia morta. -Nooo Maria è morta. -Povera donna. Stava così bene.(I segni della Croce si sprecano)- E adesso??? Che farà la figlia! Povera ragazza! -A quarant’anni è rimasta sola. -Ma non era sposata? -No, ma non lo sai, il marito è scappato con la badante del padre. -Ma che mi stai dicendo!!! -L’ha lasciata e lei voleva tornare dalla madre ma avendo una casa in affitto è rimasta a vivere da sola. -E ora la casa di Maria va alla figlia, giusto? -Non è detto. La casa è grande sono 3 piani e due appartamenti ma una volta Maria mi aveva detto che c’era suo nipote, il figlio del fratello, che …

 Qui mi fermo. Dico solo che le tre comari discussero a lungo di figli, nipoti, eredità (ne sapevano più loro che l‘ufficio del catasto), funerali, ecc.

La Signora Maria nel pomeriggio dello stesso giorno ritornò a casa ed aprì la porta con la nuova chiave. Qualche donna che aveva incontrato dopo un’espressione di sorpresa l’aveva salutata e soffermatasi a chiacchierare le aveva chiesto delucidazioni sul falegname che le riparava la porta. -Cara Giovanna, sono cose che capitano. Aveva detto lei senza dilungarsi sui particolari. Ora si trovava a casa sua inconsapevole che per qualche ora era stata data per morta. Nel frattempo la signora Giovanna stava al telefono con una sua amica. -Ma lo sai che stanotte sono entrati i ladri da Maria, oggi il falegname le stava riparando la porta.-E che hanno rubato? – Non so. So che aveva parecchi gioielli e un quadro che gli aveva lasciato la nonna. -Ma parli del quadro che aveva nel salotto? Quello del Gattuso (nome di fantasia). –No quello nella stanza da letto. Quello che dici tu Maria l’aveva venduto anni fa quando la figlia ha lasciato il marito perché lei lo tradiva. -Ma non era stato lui a tradirla con la badante?- Dicevano così, ma poi si è scoperto che lei se la faceva con il falegname…

di Nik


Anno 2008 

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