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11/08/09
- Sagra della Busiata
La carne è debole, lo spirito è
forte.
La pasta è cotta e il vino è nella
botte.
Letteratura, musica e arte,
quando si mangia si possono
mettere da parte.
Anche quest’anno le vie del centro storico si sono riempite di
persone, riempite a loro volta di pasta e vino locale. Anche noi
c’eravamo. Dopo un po’ di riluttanza ed ancora carichi del
disinteresse che ci ha permesso di evitare ed ignorare tutti gli
eventi e le manifestazioni estive svoltesi nel nostro paese, ci
siamo convinti almeno per questa sera a non optare per mete fuori
porta. Alle 21.00 eravamo in Piazza Libertà dove abbiamo acquistato
alcuni biglietti per le degustazioni (3€ per un piatto ed un
bicchiere di vino), e senza perdere tempo ci siamo inoltrati per la
via Amendola spinti dolcemente dalla fiumana di gente. Seguendo il
percorso indicato nel depliant fornitoci in piazza, abbiamo fatto
tappa nei punti di ristoro organizzati da sei ristoranti locali
abbinati ad altrettante cantine. “La Giummara” in via Amendola, “Al
Ciliegio” in piazza Simone Corleo, “L’Eclisse” nel chiosco di
Sant’Agostino, “Antica Caffetteria” in piazza Dittatura, “Il
Melograno” in via d’Aguirre e “La Massara”in piazza Alicia.
Un piatto per ogni fermata e alcuni bicchieri di bianco o rosso per
invogliarci a proseguire. Il tempo è passato piacevolmente e la
serata calda ma non asfissiante non invogliava a tornare a casa.
Nella stracolma piazza Alicia gruppi folkloristici allietavano e
riempivano di musica la notte salemitana, mettendo in ombra e
lasciando nel silenzio il resto del centro storico. Effettivamente
si poteva allestire qualche altro spettacolino musicale nelle altre
zone o magari un gruppo itinerante. (Si ritenga questa una
considerazione e non una critica. Magari nella prossima edizione).
Non appena i tamburelli, e fiscaletti e gli scacciapensieri hanno
smesso di suonare è stata la volta del Sindaco che ha salutato ed
accolto tutti i presenti accorsi all’evento passando velocemente la
parola al critico gastronomico, nonché assessore al Gusto e
Disgusto, Pierangelini il quale, in qualità di giurato, giudice e
carnefice ha proclamato il vincitore dell’amichevole competizione
tra i sei ristoranti partecipanti. “Il Ciliegio” si è aggiudicato la
vittoria, ma non sono mancate le puntualizzazione del critico
sull’utilizzo di ingredienti non proprio tipici (pinoli cinesi,
funghi porcini e conserve di pomodoro).
Guarda caso “Il Ciliegio” era l’unico punto di ristoro che avevamo
saltato per la troppa calca di manciatari. Una corsa per le
viuzze per accaparrarci l’ultimo piatto e comunicare alla signora
l’esito del concorso. Personalmente ho gradito di più
(considerazione personale) le busiate del “Melograno” e la
freschezza del finocchietto de “l’Eclisse” ma de gustibus….
Soddisfatti e satolli siamo tornati in piazza Alicia, erano le 00.30
circa e la piazza cominciava a spopolarsi (tornando alla normalità).
Qui il sindaco si è soffermato ancora un po’ concedendosi alcuni
scatti con qualche fanciulla smaniosa di essere immortalata.
La gente continuava a defluire e pure noi, non avendo più nulla
fare, abbiamo intrapreso la via di casa.
Ecco alcune foto della serata.





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